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lunedì 28 luglio 2008

ATB vi augura buon viaggio

... Sempre che riusciate a partire.

Atb è la linea di autobus bergamasca.
Ha sempre moltissime idee geniali, tipo quella di cambiare i numeri esterni delle vetture, passando da un leggibilissimo cartellino bianco con scritta nera a un led rosso, impossibile da decifare se si soffre di leggera miopia, se c'è il sole (cioè dalle 7 alle 20) o se lo si vede da dietro... ma così è mooooolto più cool.

Oggi hanno deciso, dato che le vacanze sono alle porte, che non c'è più nessun lavoratore in circolo.
Quindi via con il favoloso orario del sabato!
Che consiste in 4 corse giornaliere distribuite alla cazzo di cane, senza tener conto di eventuali coincidenze.
Così, in questa mattina senza traffico, ho impiegato mezz'ora in più per arrivare al lavoro. Partendo per altro con 15 minuti di anticipo.

Ma quello per cui voglio ringraziare caldamente questi personaggi è per aver segnalato in modo così evidente il cambio d'orario.
Avranno sfruttato i nuovissimi led delle pensiline direte voi.
Oppure lo avranno scritto sul display all'interno dell'autobus (ancora devo capire a cosa cazzo serve, visto che in 20 anni che prendo il pullman l'unica scritta che ho letto è "atb comunica che... vi augura buon viaggio" e anche qui, complimenti all'ideatore.)
Oppure lo avranno segnalato sulla pagina delle news in internet.
Avranno attaccato dei fogliettini in giro per la città.
Lo avranno scritto all'interno degli orari in mostra alla pensilina, magari in grassetto color rosso ben visibile.
Beh, ragazzi, se avete pensato a tutte queste opzioni, sottovalutate le capacità mentali di questa azienda.

Lo hanno scritto in corpo 10 all'interno degli orari.
No, non è in grassetto e no, non è nemmeno di colore rosso.

Hanno pure avuto il coraggio di dirmi: "Non lo ha visto? Ma è così chiaro"


Ma vaffanculo te e chi ti ci ha messo.

mercoledì 16 luglio 2008

Alla fiera dell'est

é passato più di un mese dalla mia ultima visita su questo blog.
Ma c'è un perchè!
O meglio, ci sono stati molti perchè che ora vi vado ad elencare.

Con l'arrivo del caldo africano il mio NUOVISSIMO pc, costruito per resistere a una colata lavica, ha deciso che non avrebbe tollerato oltre i 25gradi centigradi e che all'aumentare di questi avrebbe aumentato in modo esponenziale il suo caldo interiore.

Causa
Temperatura interna da codice nero.
Effetto
Perdita di 20 anni di vita (la mia), perdita di nottate passate a smontare e montare il pc, pulizia minuziosa di ventole e anfratti minuscoli e sconosciuti del mio case, togli la cera-metti la cera al mio piaga-dissipatore, -15 euro per ennesima ventola.
Ad oggi le temperature si mantengono costantemente ad un livello di allarme moderato. Ma ce la possiamo fare.

Con l'arrivo del caldo africano sono arrivati anche gli acquazzoni equatoriali.
E a seguire una pioggia di saettanti fulmini.
Causa.
Connessione prima in fibrillazione poi encefalogramma piatto. Il paziente è perso definitivamente.
Effetto.
Chiamate interminabili ai "simpatici come un ago nelle unghie" amici telecom.
Dopo quasi due settimane di estenuanti conversazioni al limite dell'isteria mi annunciano che "no, non è un problema nostro, anche se glielo abbiamo fatto credere per tutti questi giorni, il problema è proprio il suo. Addio"
-35 euro acquisto nuovo modem.
Effetto letale.
Il nuovo modem è una merda.
Decide lui come e quando connettersi, fa i capricci e non gliene frega nulla nemmeno quando mi vede in lacrime, ciocche di capelli fra le dita e una smorfia di perenne dolore dipinta in volto.
Nessuno sa come e perchè.
E io sto pensando seriamente di gettarlo dalla finestra.

Con l'arrivo del caldo africano e degli acquazzoni tropicali arrivano anche un sacco di compleanni.
Causa.
La mia generosità riconosciuta anche dall'Onu.
Effetto
-350 euro in meno di 2 settimane e un leggero senso di malessere.

Con l'arrivo del caldo africano, degli acquazzoni tropicali e anche di un sacco di compleanni arriva il sudore a secchiate.
Causa.
Incompatibilità della gente a tutto ciò che provoca una gradevole profumazione, quali: deodorante, doccia, sapone, napalm.
Effetto.
Piccoli mancamenti giornalieri ad ogni movimento d'aria. E in questi giorni c'era vento in abbondanza.

Con l'arrivo del caldo africano, degli acquazzoni tropicali, di un sacco di compleanni e del sudore a secchiate arrivano anche le agognate ferie.
Arrivano.. è una parola grossa, diciamo che si avvicinano molto lentamente.
Causa
Prossime vacanze a Creta.
Effetto.
- un sacco di soldi tra saldo, solari, il necessario per una sopravvivenza nel deserto e, visto che quest'anno siamo proprio fortunati, anche per eventuali terremoti.
La sola idea di prendermi anche un caffè al bar mi provoca conati di vomito.

Ecco. Poi mi chiedono perchè io sia così nervosa.

mercoledì 4 giugno 2008

Avviso ai gentili avventori

Ce la sto mettendo tutta per creare un layout decente per questo blog.
Al momento son riuscita ad impostarne uno che riesca a piacermi per più di 5 minuti.
Essendo però io una totale imbranata quando si parla di html e css la cosa sta richiedendo uno sforzo sovraumano da parte mia.
E non sono nemmeno troppo sicura di potercela fare.
Perciò, se nei prossimi giorni il mio blog non sarà accessibile al grande pubblico è perchè lo sto sminchiando definitivamente.
Abbiate pazienza e fede (molta!)


Che dite? Inizio già a dirvi addio?

martedì 27 maggio 2008

Ho un serio problema col bowling

Finalmente l'ho fatto!
Istigata anche dal sempre aggiornato Warp mi sono decisa ad aprire il mio arrugginito portafogli per comprare la nintendo Wii.

N I N T E N D O W I I
Che a nominarla sembra qualcosa di imponente si rivela invece uno scatolino bianco, poco più grosso di una videocassetta accessoriato di telecomando, nunchuck e gioco Wii sport.
Alla notizia, le mie colleghe, conoscendo la mia proverbiale tirchiaggine, si sono guardate e hanno esclamato: "Evvai! Quest'anno sapremo cosa regalarti al tuo compleanno!"
Io penso immediatamente che avrò un videogioco gratis, ma loro ribattono con:
"Macchè videogioco! Ti regaleremo mutande e calzini, visto la spesa che hai fatto, quest'anno non ti comprerai più nemmeno quelli!"
Come dar loro torto..

Così, più povera di 250 euro ( ehm per la verità sto aspettando che mi arrivi anche la balance, e saranno altri 90 euri in meno.. sigh!) mi piazzo in taverna, collego tutti i fili, metto il guanto al telecomando, me lo allaccio saldamente al polso e inizio a giocare!
Vado di tennis... mi ispira di più... e mi si apre improvvisamente un nuovo mondo!
St'aggeggio funziona veramente, é come se avessi in mano una racchetta!
Dritto, rovescio, mi sento una tennista provetta.
Peccato che la mia taverna non sia accessoriata di praticello verde, sarebbe stato perfetto.
Così, ebbra dei miei successi decido di cimentarmi immediatamente nel test per verficare la mia età virtuale.

...

e imparo una lezione importantissima.
MAI e dico MAI sopravvalutare le proprie capacità.

Si avvicendano i tre test: tennis, baseball e bowling...
Risultato?
80 anni.
OTTANTANNI!!!!!! In quel momento mi sarei tagliata le vene mentre il mio amorevolissimo ragazzo se la ride alla grossa.
Così lo sfido!
"Provaci tu, che fai tanto il figo!"

...

Seconda lezione importantissima della giornata.
MAI e dico MAI sfidare qualcuno se non si ha la certezza di vincere, o quanto meno uscirne a testa alta.

Totalizza 46 anni.
E penso nuovamente al suicidio, mentre le sue risate si fanno più sfacciate.

Passato il momento di sconforto ci mettiamo a giocare.
Dopo pochi minuti siamo completamente invasati, volano insulti, spintoni, poco fair play mentre sudiamo come 2 lottatori di sumo.
Sto giochino è una vera bomba.
Il tempo scorre e nemmeno ce ne rendiamo conto.

Il giorno dopo...

Terza importantissima lezione.
MAI e dico MAI sottoporre il proprio schiappa-fisico a tanto movimento senza averlo quantomeno avvisato prima.

Le braccia non rispondono ai miei comandi, per lavarmi i denti sono costretta ad impugnare lo spazzolino con entrambe le mani, scarnificandomi metà delle gengive.

Ormai è una settimana che ci gioco ininterrottamente.
I miei muscoli gridano vendetta, urlano straziati, le giunture emettono cigolii sinistri, ma sono riuscita ad ottenere 34 anni!

Peccato solo che io non riesca proprio a giocare a bowling. La palla non ne vuole sapere di andare dritta per la sua strada, ma improvvisa sempre una curva a sinistra a pochi centimetri dal birillo centrale.
Ma ci sto lavorando.
Pare, e dico pare, che io abbia scovato una tecnica per riuscire a farla andare dritta. Ma mi son sputtanata fin troppo in questo post e non vi darò altri spunti per ridere alle mie spalle.

martedì 20 maggio 2008

Vi siete chiusi dentro!

Questa scena sembra fatta apposta per Pozzetto in Cugino di campagna.
Arrivo col mio bus al capolinea, ma non scendo, visto che la mia corsa terminerà due fermate più avanti e non ho voglia di farmele a piedi sotto la pioggia.
Ci siamo solo io e un'altra ragazza.
L'autista ferma il bus, lo spegne, scende e va al pannello di controllo esterno. Smanetta qualche secondo quando all'improvviso chiude tutte le porte. Vabbè, nulla di male, l'ho visto fare altre volte, come le ha chiuse le può riaprire.

...

Ecco, forse un autista meno fantozziano ce l'avrebbe fatta, ma non lui. Lo vedo armeggiare disperato tra i vari pannelli di controllo. Passa frenetico dalla fiancata destra a quella sinistra. Lo sguardo quello è tipico di chi ha appena fatto una grandissima cazzata e non sa come uscirne con dignità.
E ovviamente sceglie la strada più comica.

Mentre la ragazza si gira verso di me, forse per cercare conforto, il genio si dirige al suo finestrino, lo abbassa e si catafotte all'interno.
O meglio, prova ad infilarsi, ma il finestrino è bello in alto e lui rimane infilzato come una triglia. Dalla mia postazione posso solo vedere il suo culo e le sue gambette che si agitano frenetiche in cerca di un appiglio. Purtroppo (per lui) fuori sta piovendo e la carrozzeria è bagnata e non c'è attrito. Un criceto incastrato che agita i piedi alla velocità della luce nel tentativo di tirarsi più su.
La ragazza è basita mentre le mie risate rieccheggiano per tutto l'autobus, ho le lacrime agli occhi, gli addominali che sussultano e non riesco a muovere un muscolo per andare ad aiutare quel poveretto... ma anche se ci riuscissi la mia vena sadica, a questo punto, vuol vedere come se la cava da solo.
Dopo un paio di minuti appeso riesce con un colpo di reni a spingersi più all'interno e a riaprire le porte.
E mentre io sto lacrimando lui entra dalle porte come se nulla fosse successo, con la faccia di chi ha appena compiuto un'azione di normale routine. Si riparte.
Questa è la mia fermata, la ragazza mi raggiunge e mi dice: "Scendo con te. Capace che alla prossima fermata si dimentica di tirare il freno a mano."

venerdì 4 aprile 2008

NON-TE-LA-DA!

Mi siedo sul pullman.
Davanti a me, ci stanno due ragazzini sui quindici anni seduti spalla a spalla.
Lui è bruttarello forte, in sovrappeso e investito dall'acne.
Alla mano destra ha il gesso e spicca su tutte, scritta a pennarello rosso, la frase: "CIAO LURIDO! by Teo" ... che dire, niente male come biglietto da visita.
Difatti mantiene fede alla promessa infilando le dita della mano buona in un sacchetto di patatine. Se ne prende una grossa manciata e se la infila in bocca, con tutte e 5 le dita comprese che poi, belle umide di saliva, reimmerge nel sacchetto.
Bè. lui è proprio un bel bocconcino, non c'è che dire.
Lei invece è la tipica ragazzetta timida, con lunghi capelli pieni di doppie punte visibili a distanza, che le coprono il viso e le orecchie un pò a sventola. Maglione nero tirato sulle mani e voce sottile.

Lei non lo guarda.
Mai.

Nel frattempo parlano del più e del meno, ma lui cerca di portare il discorso sul personale:
"che bello sarebbe andarci insieme io e te"
lei ribatte con:
"sai che monia s'è fatta i capelli arancio?"

Un' ultima manciata di patatine, lui si premura di pulire ben bene il fondo del sacchetto con l'indice, ciucciandolo fino alla prima falange e conclude con l'asciugarselo sul suo cappotto (il di lui cappotto!)

Ora che il nostro eroe si è finalmente rifocillato può partire all'attacco.
Pian piano si avvicina a lei, il suo viso sempre più spostato verso destra.
Immediatamente la reazione di lei, che si avvicina al finestrino alla sua sinistra.

Parlano...

Lui si sporge ancora un pò verso di lei, lei ancora un pò verso il finestrino.

Lui sempre più vicino... lei sempre più lontana.
Finchè non c'è più spazio, lei è spalmata sul vetro, non ha più vie di fuga.

Parlano...

Lui si avvicina, ancora.
Lei è immobile, rigida, e guarda fisso in avanti, non si gira mai verso di lui. Lui invece la guarda come Ferrara guarderebbe un pasticcino ripieno di crema.
Lui sempre più vicino.
Lei sempre più inquieta.

Parlano...

Lei inizia ad usare i monosillabi
"bè"
"sì"
"boh"
"ok"
Lui tenta l'attacco finale ma lei, con un tempismo che solo le prede braccate hanno, si alza di scatto, mentre lui quasi sbatte la testa al finestrino e balbetta qualcosa circa il doversi sistemare il cappotto da sotto il culo.

Si risiede.

Lui la fissa un pochino e di colpo mi esce con la fantastica mossa del "ora mi stiro e le piazzo la mano sulle spalle".

ZACK!


.................................................



Attimi di gelo.



Lei inizia a toccarsi i capelli in modo convulso, gesticola a più non posso e si agita sulla sedia nella speranza di levarsi quella mano schifosa (ricordiamoci la saliva di prima) dal collo.
Lui però non demorde e passa alla fase successiva.
La attrae a sè e cerca di baciarla.
Lei si divincola e riesce ad abbassarsi quel tanto che basta per farsi stampare le sue labbrona sui capelli.

Risatina isterica.

Ora la sua testa è perennemente girata verso il finestrino.
Quand'ecco...
"Merda!!!! Leva la mano leva la mano levalamano!!! Quel tipo lo conosco!"
"Chi?"
"Quello sul motorino"
indicando un ragazzo di quelli che van di moda ora.
"Leva la mano che mi vergogno se mi vede così!"

Non l'avesse mai fatto.

Questo fa scattare la sfida nel Lui gorilla che per dimostrare la sua predominanza la stringe ancor di più a sè e, mentre lei cerca di coprirsi il viso con capelli e mani, guarda il rivale con un sorriso mefistofelico e gli accenna un saluto.

A quel punto lei si libera dalla morsa, raccoglie il suo zaino, pigia il bottone ed esclama:"Cazzo mi son scordata che devo passare da mia nonna! Ci vediamo domani, ciao"
e si precipita già dal pullman senza voltarsi indietro.


E mentre accadeva tutto questo io ero proprio alle loro spalle. Vigile e attenta con una tentazione forte, immane, smisurata di gridare: cazzo ma non l'hai ancora capito che TANTO NON TE LA DAAAA!!!!

giovedì 3 aprile 2008

Adesso sfogo!

Sta settimana sta andando così, un pò alla cazzo diciamo.
Sarà l'aria primaverile, sarà la vecchiaia, sarà quel che volete, ma i miei raramente son così rompicoglioni... e, la sera, per evitare di sentirli rimbombare nelle mie orecchie... mi tocca cucinare. Io oooodio cucinaare!
Non lo possono fare quei 2 debosciati dei miei fratelli nullafacenti!
No! Lo devo fare io! Dopo che son stata fuori casa la bellezza di 13 ore mi tocca tornare, guardare le due marmotte sedute rispettivamente alla play e al pc, e mattermi ai fornelli, non prima d'aver mandato a cagare la mia famiglia partendo dall'ottava generazione.
Sto preparando un esposto da inviare ai sindacati, al parlamento, alla protezione civile, all'Onu, al wwf, ad amnesty international....

sabato 29 marzo 2008

Sveglia!

Una feriale mattina qualunque.
Un rumore fastidioso si insinua nei tuoi sogni.
Apri gli occhi quel tanto che basta per intravedere la sagoma del comodino.
Sfili a fatica una mano pesantissima e, senza alcun controllo dei muscoli ancora intorpiditi, la agiti alla cieca alla ricerca della fonte di quel suono, nel mio caso la sveglia del cellulare.
La trovi e la trascini insieme a te sotto le coperte. Con uno sforzo sovraumano sollevi la testa e costringi il tuo cervello a concentrarsi su quei simboli confusi al centro del display. Realizzi che puoi startene a letto altri 5 minuti, così cerchi il tasto "ripeti". Leggi qualcosa come "riponi"... no, ci deve essere un errore. Raccogli tutte le tue forze, ti concentri intensamente e metti a fuoco quelle lettere confuse e leggi: Posponi.

...

Come posponi? Che cazzo mi significa posponi? Chi diamine ha programmato un cellulare usando il termine posporre? Ma ti sembra che io debba avere un dizionario accanto al letto per poter dire alla mia sveglia:"stai lì tranquilla per altri 5 minuti"?
Persino wikipedia lo classifica come un termine raro e ho controllato, non esiste nemmeno nel dizionario del t9! Un pò di coerenza ecchediamine!
Ma perchè usare dei termini così desueti (perchè anche io valgo) quando si potrebbero usare mille altre espressioni?
Chessò...
- Ripeti
- Avanti
- Continua così, non ti fermare, ahhh ahh, sì sììì!
- Tranquilla, è ancora presto
- Dormi ancora 5 minuti che oggi non c'è traffico
- Ma che ti frega di arrivare puntuale che tanto sei sottopagata
- Ma chi te lo fa fare di alzarti che oggi piove?
- Richiudi quegli occhi, non vorrai abbandonare Johnny Depp sul più bello?
- Ok, io risuono fra 5 minuti, ma poi non venire a piangere da me se perdi l'autobus.
qualsiasi cosa, anche un pungo nelle gengive, ma non posponi!

E siccome non so come chiudere in bellezza questo post mi gioco il jolly e lo pospongo alla prossima volta.

domenica 2 marzo 2008

Questione di sfiga

Dopo una giornata di intenso lavoro, con urgenze come se piovesse, mi trovo finalmente alla mia fermata dell'autobus.
Son lì che scrivo un messaggio al cellulare quando all'improvviso...

La testa mi si piega violentemente all'indietro, i capelli si alzano disegnando un semicerchio, le mie mani raggiungono il mio viso, mentre gli occhiali scendono verso terra divisi a metà e un dolore intenso e avvolgente si diffonde dal naso agli zigomi.
Il negretto che mi sta a lato mi dice: "Hai preso un pallone in faccia"
MA DAI?! Dì GIURO!
Mica me n'ero accorta io! E per la precisione non sono io che l'ho preso in faccia, ma lui che ha preso il mio naso.

E così mi ritrovo intontita, tremante di spavento e di dolore, con la sensazione di avere il cervello schiacciato dietro le orecchie, con quel che resta dei miei occhiali in mano e il cellulare ancora stretto nell'altra a inveire contro un ragazzino di 16/17 anni, meglio conosciuto come Bruce Arper, noto scarpone della Newteam. Nel mentre mi chiedo

...

ma quanta sfiga ci vuole per prendersi una pallonata in piena faccia, tirata da un campo al di là della strada nascosto da un muro di cemento alto 2 metri e mezzo?
Questione di centimetri.
10 più su e mi avrebbe fatto lo scalpo. 10 più in basso e starei mangiando frullati. 10 più a destra o a sinistra.. bè avrei continuato a scrivere il mio messaggio, sarei salita sul mio bus e avrei ancora i miei adorati occhiali.
10 e lode per la sfiga!

lunedì 4 febbraio 2008

Stavo per lasciarvi

In quest'epoca di grandi incertezze dove anche i più impegnati blogger rischiano di restare indietro e di chudere definitivamente la baracca... anche la sottoscritta stava per subire la stessa sorte.
Solo che invece di chiudere stava proprio per restarci secca!

Tutta colpa di una bottiglia d'acqua. E del cervello bacato che mi ritrovo che non mi permette di fare due cose contemporaneamente.
Ridere e bere.
Bè, provateci voi e ditemi se è così semplice!

Ad ogni modo, qualche sera fa la mia adorata metà ha deciso di provare l'ebrezza di "imboccarmi" versandomi un gallone d'acqua nella giugulare, sapendo benissimo che non riesco a tenere in bocca più di un cm cubo di acqua per volta.
La risata è partita spontanea e, altrettanto spontaneamente l'acqua è risalita per il condotto olfattivo.. esplodendo dal naso e dalle orecchie.
Immediato il senso di soffocamento cui è conseguito un boccheggiamento degno di Nemo.
Mentre tento di riacquistare colore e fiato il mio ragazzo preoccupato mi chiede se sto bene e percepisco nei suoi occhi la prontezza di chi non mi avrebbe lasciato annegare in questo modo...

Il terrore è stato improvviso.
La paura di soffocare è stata scalzata da quella di essere messa a testa in giù mentre, con un abile mossa, mi venivano frantumate due costole nel tentativo di liberarmi dal gallone d'acqua.
Così farfuglio un "ftò coff coff beneeeee" mentre l'aria non riesce ancora a entrarmi nei polmoni.

Ho rantolato così per altri 2 minuti. Una mano ai polmoni e una a tener fermo l'impavido eroe.
Bè, sono ancora viva.
Ma la prossima volta l'acqua me la bevo da me.

giovedì 24 gennaio 2008

Un sentito grazie...

...agli operatori ecologici che stamattina mi hanno teso un'imboscata fuori casa e presa in ostaggio per 5 minuti.
Il tempo di veder sfilare, davanti ai miei occhi impotenti, il mio autobus.

...Con tutta la fatica che faccio la mattina per tirarmi su dal letto...

martedì 22 gennaio 2008

Io Adovo

Stasera è la serata perfetta.
Fuori la temperatura è più calda del solito.
C'è un buon profumo nell'aria che non saprei decifrare, ma è quello più bello che si possa sentire.
E tira vento... un vento fortissimo!
Io adoro il vento, lo adoro come le patatine fritte alle 2 di notte.
Sono rimasta fuori casa 20 minuti per assaporarlo tutto, mentre foglie, rami e sacchetti dell'immondizia rischiavano di travolgermi.
Immenso.

Peccato che non abbia ancora ripreso sensibilità nelle dita.

lunedì 21 gennaio 2008

Un Tommaso milanese.

Venerdì sera, ore 21.30.
Finalmente appoggio le mie chiappe sulla poltrona del teatro.
Davanti a me Luttazzi ha già iniziato il suo monologo da circa 20 minuti.
In parte a me il mio ragazzo, più a lato due illustri sconosciuti.
Non riesco a vedere dove siano seduti i miei colleghi, la maschera ci ha piazzati su due sedili scelti a caso, per non disturbare il resto del pubblico.
Ho il fiato corto e sul viso un paio di rughe in più.
Dovrei anche andare in bagno.
L'agitazione mi impedisce di gustarmi i miei primi 10 minuti di spettacolo, mi volto e vedo la stessa delusione sul volto del mio ragazzo.

E sì che la serata era iniziata nel migliore dei modi...

Sette e mezza. Sono pronta, truccata di tutto punto e ignocchita come raramente mi concedo. I panini, l'acqua, le cicche sono nel mio sacchettino, pronti ad essere sacrificati al dio della fame.
Alle 8 arriviamo alla barriera di Milano, ancora ignari di quel che la sorte ci sta preparando.

Non facciamo a tempo a pagare il pedaggio che di fronte a noi si profila una fila di luci rosse, ferme, senza orizzonte.
Il panico inizia a serpeggiare nelle mie vene.
Chiamo la mia collega al cellulare.
Anche lei è bloccata in coda.
Mi dice che il suo Tommaso le sta spiegando come arrivare al teatro, e che saremmo dovuti uscire allo svincolo appena prima della barriera.
Perfetto! Pareva brutto dircelo prima, maledetto aggeggio!
Restiamo imbottigliati fino le 8.45 quando improvvisamente il traffico torna scorrevole.
La collega ci dice che la prima uscita è la nostra.
La imbocchiamo e da lì...

"Conta 4 semafori e poi gira a destra", "Alla rotonda esci alla terza", "Sali sul ponte, stai sulla sinistra, esci per Novara", "Non capisco, ci sta facendo tornare indietro sulla super strada"...

Ok, ammettiamolo a noi stessi.
Siamo completamente persi in questa cavolo di città.
Di notte Milano è tutta uguale a sè stessa.
File di semafori ogni 100 metri, rotonde a 38 uscite, strade lunghe e dritte tutte simili. Non c'è uno straccio di cartello.
La mia collega è ferma proprio lì. Ad un qualche semaforo, dopo un qualche svincolo, in una qualche via.
Non c'è modo di recuperarla.

Sono le nove, lo spettacolo sta per iniziare e noi non abbiamo la minima idea di dove siamo.
Dobbiamo affidarci alla sorte mentre mi fumo la centesima sigaretta della serata travolta dall'ansia.
"Chiediamo a sto tiz... no, non c'ha la faccia raccomandabile"
"Ecco questa! SCUSI SIGNORAAAAAAAAA...." ma la mia voce viene spazzata via da un clacson alle nostre spalle.
Con l'eco della voce del mio ragazzo che mi insulta per non aver stampato una cartina dettagliata, ci fermiamo vicino a un tizio.
"Mi sa dire per favore come arrivare ad Assago?"
"azz... cavolo! Dunque... tornate indietro e al semaforo andate a destra. Incontrerete un ponte ma voi state attenti a non passagli sotto (o aveva detto sopra?). Contate 4 semafori e girate, poi vedrete un altro ponte, Poi girate a destra, poi dovete prendere l'autostrada per Genova... "
La moglie si avvicina e, con occhi dolci di-chi-sa, aggiunge sottovoce un "Non ci arriveranno mai".

Inversione ad U.
Primo semaforo a destra. Ci siamo!...
Ora il ponte... dove è? Quanti semafori aveva detto di passare?
Ecco.. persi di nuovo.
La mia collega è arrivata a teatro. La sorte è solo nelle nostre mani.

Io sto già pensando di mollare e piagnucolo frasi senza senso al mio ragazzo.
Altro semaforo. Giriamo a destra.

Ecco un altro tizio... sarà italiano?
Abbasso il finestrino. E' italiano ed è gggiovane.
I miei occhi sono carichi di speranza.
"Scusa! come si arriva ad Assago?"
"Assago-Assago o un qualche altro posto lì vicino?"
"ehm.. Teatro della Luna"
"Ok perfetto, tornate indietro (eh daje!) al primo semaforo a destra. Percorrete tutta questa strada sempre dritti, saranno almeno 10 km, poi vi trovate su un ponte, ci salite. Sempre dritti fino a che non vedere un concessionario volkswagen a quel punto girate a destra. Andate sempre dritti in direzione Genova e da lì ci sono i cartelli. Fidatevi di me. Vado sempre a tutti i concerti".
Ce lo rispiega una seconda volta per essere sicuro che ci rimanga ben impresso.
Lo salutiamo, con la morte nel cuore. Avrei voluto portarmelo appresso, al posto di Tommaso.
Seguiamo alla lettera le sue indicazioni e ....

A 100 M PARCHEGGIO DELLA LUNA

Ci siamo!!!!! Siamo arrivati!!!!
Lasciamo la macchina al parcheggio custodito da pantegane da 40 kg e ci scapicolliamo verso l'ingresso.

...

Adesso che sono a casa al caldo non posso far altro che chiedermi come potrei ringraziare quell'angelo della notte milanese. Senza il suo scrupoloso aiuto saremmo ancora persi in quel dedalo di strade e semafori.
Perciò, gente di Milano, se un giorno di questi vi trovate di fronte ad una statua raffigurante un ragazzo dai capelli lunghi, occhiali scuri e cappello infilato in testa sappiate che lui è il nostro Tommaso personale.

mercoledì 16 gennaio 2008

Autolesionismo

...Qualche settimana fa.
Ora imprecisata.
La bilancia segnala 53.2 kg


Lunedì 14
Ore 23.00
La bilancia segnala 53.1 kg

Martedì 15
Ore 19.30
La bilancia segnala 54.8 kg

Un paio d'ore più tardi e 100 g di spaghetti in più...
La bilancia segnala 55.7 kg

In meno di 2 giorni ho accumulato quasi 3 kg, mangiando la stessa quantità di cibo di sempre.
Come questo sia possibile non è noto.

La bilancia l'ho gettata dalla finestra.

domenica 6 gennaio 2008

Facce da bus #2


... continues

I più fighi: In realtà questa più che una piccola categoria da bus è una categoria vera e propria a cui bisognerebbe destinare ben più di queste 4 righe, ma per ora mi limiterò a tracciare il loro profilo nell'ambiente autobus.
La loro età va dai 14 ai 20-qualcosa anni. Son vestiti all'ultima moda con le mutande e la linea del sedere ben visibile ad occhio nudo anche a 14 gradi sotto lo zero.
Uomini o donne non importa, sono simili a pavoni in calore con la ruota alzata.
Per le strade ostentano la loro "bellezza" e il loro essere sempre alla moda, ma è sul bus che dimostrano tutto il loro coraggio e la loro impavida anima, sfidando prove ben più complesse di quelle di Ercole.
Non si attaccano deliberatamente ai vari sostegni, ma se ne stanno in piedi nel centro del corridoio assumendo la posa tipica dei grandi maestri della tecnica Tagadà.
Si appoggiano con la schiena contro le porte, con l'aria da uomini/donne vissute, sprezzanti del pericolo di poterci rimanere incastrati e ad ogni apertura porte si gettano in avanti con assoluto tempismo e con un ghigno da "avete visto tutti come si fa?".
Inutile dire che gli altri della loro specie li guardano con occhi adoranti.
Il resto del pullman li sfotte.

Gli avvoltoi: Quelli che proprio-non-possono-stare-in-piedi. Non importa se non hanno nemmeno 40 anni. Appena qualcuno fa il semplice gesto di alzarsi si fiondano in una gara singola verso il posto liberatosi. Non fa niente se l'occupante non si è ancora alzato del tutto. Con un'agile mossa dell'anca gli si infilano proprio sotto il sedere e si appropriano del loro posticino.

Le adorabili vecchine: Sono quelle anziane signore che, se sei seduto, ti si piantano davanti e ti guardano con occhi imploranti. Tu gli cedi ovviamente il posto e loro infilano le mani nella loro immensa borsa, ravànano per qualche minuto, fino a che non trovano una vecchia caramella stantia, solitamente quelle più disgustose al miele Ambrosoli o le Rossana, e te la piazzano in mano con un sorriso amorevole.
Personalmente le ho sempre buttate tutte.

I turisti: Non fanno tempo a salire che stanno già prenotando la prossima fermata con il naso spalmato al finestrino. Salvo poi chiedere scusa all'autista per l'errore e ripetere la scena fino a che non riconoscono finalmente il loro hotel. Questo 33 fermate dopo la loro salita.

I tarantolati: Loro proprio non ce la fanno a stare fermi per mezzo secondo. Continuano ad agitarsi sul sedile in parte al tuo tirandoti spallate, pestandoti i piedi e colpendoti in viso coi loro giornali. E se tu provi a muoverti per sfilare il tuo Ipod dalla borsa, ti guardano con occhi fiammeggianti.
Da amputargli gambe e braccia.

I musicisti: Questa categoria spesso coincide con quella degli svaccati, poichè se ne stanno sdraitai sui sedili con le cuffie nell'orecchie. Il problema di questa categoria è che oltre a sovrastare la tua musica con la loro, si divertono a tenere il ritmo tamburellando con forza gli indici sul sedile di fronte. Oppure sbattono con violenza la loro bottiglietta d'acqua sulle ginocchia o peggio si mettono daventi al palo e fingono di suonarlo a mò di chitarra.

I calcoli renali: Sono i più fastidiosi e invadenti. Quando l'autobus è libero loro comunque decidono di sedersi proprio in parte a te. Una volta seduti gettano qualche frase fatta "non esistono più le mezze stagioni", "ah i ragazzi di oggi come sono rumorosi", "non c'è due senza tre" e via dicendo. Se tu commetti l'errore di rispondergli ecco che loro iniziano a raccontarti la loro vita dal principio senza che tu glielo abbia chiesto. Esiste anche una loro sottocategoria: i Mi-ti-infilo. Questa razza però attua questa tecnica al solo scopo di provarci spudoratamente. Non si rendono conto di essere odiati da tutta la popolazione femminile.

I Nerd: sono gli emulatori dei più fighi con la variante che di figo non hanno assolutamente nulla. Non vestono alla moda, ma hanno il maglione infilato nei loro pantaloni a vita alta e il cappelino con visiera in testa. Hanno un'aria assolutamente insignificante e sono spesso da soli, o accompagnati dal loro fidato amico, di solito ancor più insignificante di loro. Poichè nella loro vita quodidiana sono esseri poco o niente considerati, quando salgono sul pullman, lontano dalle persone che li conscono, fingono di essere quei gran fighi che non sono. Assumono pose plastiche, ma i gesti sono impacciati e spesso e volentieri il piede manca il giusto appoggio. Per far vedere che hanno una intensa vita sociale si attaccano immediatamente al cellulare pronunciando battute degne di Boldi (ovvero vecchissime che non fanno più ridere nessuno). Capita a volte che, mentre sono al telefono, gli squilli il secondo cellulare. Quindi lo sfilano dal giubbotto e sempre tenendo il primo incollato all'orecchio destro, rispondono all'altra chiamata con l'orecchio sinistro.
Ho sempre avuto il presentimento che si autochiamassero.

Gli aristocratici: solitamente donne sopra i 50 avvolte in cappotti di pelliccia di animale morto e con grosso cappello piantato sul cranio.
Perennemente in apnea, si guardano attorno schifate e, se per caso qualcuno le urta, lanciano occhiate malefiche e cariche di tutto l'odio e ribrezzo possibile. Se devono attaccarsi al palo lo fanno usando solo la prima falange dell'indice e pollice. Quando poi devono scendere alla loro fermata ci impiegano solitamente 3 ore, la loro classe non consente di camminare e scendere le scale ad una velocità umana. Una volta scese si puliscono e ricominciano a respirare.

Resta solo un'ultima categoria.
I veterani: (e qui ci rientro un pò anche io) Sono nati sul pullman, hanno imparato a prenotare la loro fermata prima che a parlare. Il loro fisico si è talmente abituato a questo mezzo di trasporto che hanno sviluppato degli arpioni al posto della dita dei piedi e possono camminare in perfetto equilibrio anche quando l'autista fa derapate degne di shumi. Conoscono tutte le curve della strada a menadito, e sanno in anticipo su quale gamba devono spostare il peso. Se si addormentano, state pur certi che a 20 metri dalla loro fermata i loro occhi si apriranno di scatto e scenderanno puntuali. Sono venerati dal resto della popolazione come degli Obi-Wan. Li si può riconoscere con facilità. Quando il bus è stracolmo si piazzano davanti all'unica persona seduta che si alzerà alla fermata successiva cedendo loro il posto a sedere.

Ci sarebbe poi un'altra lista da stilare: le categorie dei "pullministi" ovvero dei poveri martiri che guidano il bus... ma, come diceva Michael Ende, questa è un'altra storia.

venerdì 4 gennaio 2008

Roba da matti!

Chissà se qualcuno fra voi ricorda il film "Roba da matti".
Una semplice commediola americana di qualche anno fa con Kirstie Alley.
Raccontava di due sposini che si vedono distruggere casa, ammazzare il loro gatto per ben tre volte e sono costretti poi a vivere in una tenda nel loro giardino il tutto grazie all'arrivo di alcuni ospiti non desiderati.

Bè, più o meno è quello che è successo a me durante queste vacanze.
Per me il concetto di vacanza è questo: non fare un cazzo. O quanto meno lo stretto indispensabile per sopravvivere. Mangiare, dormire, riordinare casa quanto basta e dedicarsi alla tv, playstation e pc fino al sanguinamento di occhi e orecchie.
Ma quest'anno le cose non sono andate proprio così.

L'ospite in realtà era solo uno... mia zia.
Lei è di Roma e mia madre ha pensato bene di invitarla per due o tre giorni, giusto per festeggiare il Natale.
Ecco... due o tre giorni AL MASSIMO.

Peccato che lei, zitta zitta, cacchia cacchia, abbia deciso di piantare le tende nella nostra taverna, trasformata all'occorrenza nel suo mini appartamento.

Non è da noi sbattere fuori le persone, se non fosse che il nuovo acquisto si è rivelato quanto di più irritante si potesse pensare.
Per tutti i giorni della sua permanenza il suo sport preferito era quello di riordinare meticolosamente la mia casa, ridire e contraddire qualunque cosa noi facessimo e dicessimo, inventarsi simpatiche trovate al limite della sopportazione umana... insomma si è impossessata della nostra casa e delle nostre vacanze.

Spizzichi delle mie vacanze.
Dopo un pranzo luculliano, con la pancia gonfia e lo stomaco in tensione e dopo aver sistemato tavola e cucina mi sbatto finalmente sul mio divano, telecomando alla mano pronta ad un pomeriggio in perfetto stile fancazzista.

"Paola, dove lo trovo il ferro da stiro?"
"Zia lascia perdere, stiro io domani, adesso però non ne ho proprio voglia".
"Ma non ti preoccupare tanto non ho nulla da fare.. allora.. dove è il ferro da stiro, l'asse da stiro, l'acqua per stirare, la prolunga e i panni? E dove mi posso mettere?".

Mi alzo contro voglia e dopo aver impiegato quasi mezz'ora a recuperarle l'occorrente e a spiegarle come funziona il mio ferro da stiro mi risbatto finalmente sul divano.

"Ah, ma vedete questo film? Io il protagonista proprio non lo sopporto. A voi piace? O mamma, ma che battute tristi che fa! Ma come fa a piacervi? Anche vostro cugino guarda sempre queste stupidaggini, a me fanno venire i nervi. Certo che è proprio palloso. Quindi volete vedere questo. Ma lo sapete? A Roma esiste un negozietto di cose fighissime che bla bla bla..."

Oocchei! Ooooocccheeeiiii ho capito! Cambio canale basta che ti stai zitta.

"uh, non è che per caso avete quel bel film, che parla di un bambino orfano che vaga per il mondo a piedi scalzi alla ricerca della sua famiglia e alla fine muore di stenti e di fame dopo essersi mangiato anche il suo cangnolino?"

No che non ce l'ho e anche se l'avessi avrei bruciato il dvd!
Ok, lasciamo proprio perdere di vedere la tv.
Vado a nascondermi al computer.

Passano solo 15 minuti

"Paola, io ho finito di stirare, mi fa un pò male la mano, mi dai una mano a rimettere a posto? Questo dove va? E quest'altro? Di questo che cosa ne faccio? Quale cassetto hai detto?"

Lascia perdere! Sistemo io! Basta che ti levi alla svelta dai maroni e mi lasci godere le mie ferie.

Dopo 15 minuti mi riposiziono davanti allo schermo.

"ahhh ma guarda! Che bel pc! é nuovo? "Quanto lo hai pagato? Dove lo hai preso?"

Mmmm San Gennaro! Ma ti vuoi levare?

"Sai cosa stavo pensando? Visto che tu sei così brava con la grafica... non è che mi potresti dare una mano? Avevo intenzione di creare un calendario con le foto che abbiamo fatto la notte di Natale. Mi piacerebbe moltissimo averlo come ricordo"

Ma che cazzo!!

"Ok, zia, ma il pc è nuovo e non ho ancora installato i miei programmi di grafica, quindi potrò fare veramente poco per il tuo calendario"
"Non importa... allora? Lo facciamo?"

...............

"Ecco ecco! Questa foto la mettiamo a gennaio... questa a marzo.. non è che riesci a schiarirla? Questa la fai diventare un primo piano? Puoi farne una di noi con uno sfondo con la jungla?"

Dopo 2 ore... dico 2 ore finalmente il lavoro è finito.
Ho i nervi che stanno saltando come rane in calore.

"Bè dai, ti lascio stare un pò in pace"

Passano 20 minuti....

"Che prepariamo per cena?"

MA COME... CHE PREPARIAMO PER CENA?!
Abbiamo mangiato come animali e hai già fame? Io ho ancora lo stomaco gonfio..
"Non lo so zia, mi sembra comunque un pò presto per iniziare a preparare la cena"

"bè, ma tanto io non ho nulla da fare... No, no, ma tu stai pure al pc... me la cavo da sola... Dove lo trovo l'olio? e la carne? e le patate? Dove è lo sbuccia patate? E il tritatutto? Dove lo posso attaccare?"

Adesso divento cannibale.
La piazzo in cucina con tutte le sue cose... abbandono il pc e mi metto alla playstation.
Ho appena iniziato a giocare...

"ecco fatto, adesso non ci resta che aspettare che cuocia. Non è che avresti quel film sui monaci tibetani? Vado in taverna a vederlo"

EVVAI!!! MA CERTO CHE CE L'HO QUEL FILM! Vai! Vai pure in taverna!

Tempo di finire mezzo schema eccola che ricompare...
"Mmm non ne ho più voglia... che stai facendo? O mamma quanto lo odio quell'aggeggio... anche mio figlio gioca ore e ore alla playstation e io non lo posso sopportare, su canale 5 ora danno un bellissimo film, lo avete mai visto? Prova a mettere un secondo sul 5, te lo faccio vedere, magari ti piace"

Eh no cazzo! Ma mi lasci fare qualcosa?! Voglio 2 ore, solo due ore per farmi i cazzi miei!
No.. non c'è verso.
Mi si piazza a lato.
Sento il suo respiro sul collo.
Non smette un secondo di parlare e di fare domande.

Ok...basta! Mi hai rotto! Andiamo a cenare.

E dopo aver nuovamente sparecchiato e risistemato la cucina... mi siedo al tavolo con ragazzo e fratello intenti a parlare fra di noi in compagnia di un paio di bottiglie di vino.
Quand'ecco...

"Non c'ho proprio sonno stasera... voi che fate di bello?"

..........

Al 5 giorno nessuno di noi ce la faceva più. Due giorni prima di capodanno finalmente mia madre decide di parlarle.. E lei tempo 3 ore fa le valige e si trasferisce dall'altra mia zia.

...E' tutt'ora parcheggiata a casa loro.
Ogni tanto (più o meno ogni pomeriggio) ci fa una simpatica visita...in cui ognuno di noi muore un pò dentro.


Edit: Non ho fatto a tempo a pubblicare questo post che mi arriva la sua chiamata.
"Paola, ti trovo in casa fra mezz'ora?"

NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!

domenica 23 dicembre 2007

Oh! Oh! Oh! Buon Natale!

Finalmente ci siamo!
Le vacanze sono iniziate ufficialmente venerdì sera ore 19.
Dopo una settimana terrificante passata in ufficio a preparare tutte le campagne saldi per il gennaio 2008, siamo definitivamente in vacanza.

Con ieri ho pure chiuso la mia corsa ai regali.
Ne ho comprati a vagonate.
Ho passato più tempo ad Orio Center che a casa mia. L'idea di rimetterci piede mi fa venire la nausea e la psoriasi agli occhi.
Il mio bancomat non piange... non più.
Si limita a scuotere la testa rassegnato.

Ho le mani secche per i troppi pacchetti confezionati.
Ve lo dissi qualche post fa... io amo fare i pacchettini regalo personalizzati, quest'anno son tutti in carta da pacco con tre piccoli fiocchettini (oro, argento, rosso) appiccicati sopra. Li guardi tutti insieme e sembrano ancora di più di quelli che sono...
...ma questa mania ha un grossissimo effetto collaterale... anche i miei parenti vogliono i loro regali incartati come i miei. Se li fanno incartare in negozio, poi arrivano da me lamentandosi :
"Non vedi come me lo hanno incartato male? Non è che potresti fargli un pacchettino uguale ai tuoi?"
E via di rotolo, scotch, forbici...i fiocchettini me li sogno anche la notte.
Oggi ho incartato l'ultimo.
Una lacrima di commozione è scesa dalle mie guance.

E adesso che i regali sono solo un lontano incubo, resta solo da pensare a come infiltrarmi di nascosto in casa di mio padre e recapitargli il suo regalo di natale: il mio vecchio computer messo a nuovo.
Non ha il camino, quindi non posso fare la classica acrobazia che piace tanto a Babbo Natale.
Non posso nemmeno scavare un tunnel sotterraneo perché sta al secondo piano. E dubito che la signora del piano di sotto mi lasci scavare un foro nel soffitto della sua cucina.
Probabilmente opterò per il classico metodo del fregare le chiavi di casa di nascosto, monitorare gli spostamenti di mio padre e intrufolarmi in casa, mentre lui è distratto, lunedì sera.

E' dura volersi sostituire al caro vecchiaccio di rosso vestito.

Ma non pensiate che sia finita qui!
Secondo voi chi prepara l'opulente cenone natalizio?

Il menù:
Antipasti:
- tartine in gelatina di scampi e sottaceti
- tartine al salmone e uova di lompo
- cozze gratinate

Primo:
- pasta alle vongole (grazie a dio se ne occupa mia madre)

Secondo:
- code di gamberone al forno... giusto una spruzzata di limone e il gioco è fatto.
- Baccalà impanato, fritto, con olive nere.

Il tutto accompagnato da verdura a go-go in pinzimonio, frutta secca, frutta fresca, panettone, e litri di vino.

Mio padre è convinto che ci sarà qualcuno che avrà ancora fame... vorrebbe prendere anche un pesce persico giusto per sicurezza... gli ho risposto che se quel qualcuno avrà ancora fame verrà giustiziato in sala a mezzanotte.

Bè, ora non mi resta che un ultima cosa da fare.
Cioè augurare a tutti voi un Buonissimo Natale. Possiate voi scartare milioni di regali e mangiare fino ad implodere!

E a tutte le donne lascio un pensiero speciale.

martedì 11 dicembre 2007

Facce da bus #1

Tempi duri questi.
Il Natale è alle porte, i saldi son dietro l'angolo, il lavoro impazza e le varie campagne pubblicitarie sembrano non aver mai fine.
I ritmi di lavoro diventano devastanti e io sto soccombendo sotto il peso di questo freddo inverno.

Vivo le mie ultime settimane come una zombie, la mattina son talmente rincretinita che metto le cuffie del mio mp3 nelle orecchie e solo dopo 20 minuti mi accorgo di non averlo mai acceso.
Meno male che viaggio sull'autobus.
Casa/lavoro, lavoro/casa lo faccio per inerzia.

Ed è in questi momenti più devastanti che mi concentro sulla fauna che mi circonda.
Lascio che occhi e cervello vaghino spensierati fra i miei compagni di viaggio e la mia mente razionale non ha potuto non catalogarli con infinita cura.

Gli svaccati: è una piccola razza autonoma, che evita il resto della popolazione e usa il pullman come una succursale di casa propria. Borsa gettata a terra a due metri da loro, sdraiati sui sedili con i piedi ben piantati su quello di fronte. Da un momento all'altro mi aspetto che si sfilino scarpe e calzini e si accendano una sigaretta.

I pivelli. Principianti di età variabile, che provano per la prima o la seconda volta l'ebrezza di un viaggio collettivo e ancora non hanno chiara la funzione di quei grossi pali colorati posti tra un sedile e l'altro.
Ad ogni curva rischiano il deragliamento.
Li vedi sfrecciare da un capo all'altro del corridoio ad ogni frenata, con la manina tesa in cerca di un appiglio... che raramente trovano.

I creativi. Solitamente quarantenni vicini ad una crisi di mezza età, che si sentono sempre gggiovani e pimpanti, desiderosi di essere ancora al centro dell'attenzione.
Assumono le pose più strane, cercano gli appigli più difficili, si inerpicano sugli scalini e si sdraiano fra un sedile e l'altro per dimostrare di essere più agili di un 15enne qualunque.
Ma è quando piove che danno il meglio di sè. Perchè in quel caso loro NON usano più le mani per aggrapparsi, bensì si uncinano con l'ombrello al palo sopra di loro (come Indiana Jones farebbe con la sua frusta) peccato che questo non abbia la stessa solida presa e così spesso si ritrovano a far compagnia ai pivelli con i dentini incastrati nel parabrezza.

Gli abituè. (in questa categoria ci rientro di brutto anche io). Son quelle persone che guai se il loro posto preferito è occupato, piuttosto non si siedono, salgono sempre dallo stesso lato, suonano nello stesso identico punto di sempre. Riconoscono ogni volto e per ognuno di loro sanno quale sia la loro fermata. Spesso fanno amicizia con i loro compagni di viaggio, salvo, dopo poche settimane, iniziare ad odiarsi fra loro ferocemente. Dopo due mesi non si rivolgono nemmeno più il saluto.

To be continued....

mercoledì 28 novembre 2007

Sono una babba


Un mese a Natale.
E' già scattata la corsa al regalo perfetto.

Solitamente sono una bravissima Babba Natale.
Anticipo i desideri, scelgo ogni regalo accuratamente dopo ore e ore di briefing con me stessa.
Mi faccio persino carico delle idee-regalo altrui.
Compilo una lunghissima lista di cose da prendere e la scremo con giudizio.
Raramente bado a spese. Se parto con l'intenzione di spendere una TOT cifra, state pur certi che alla fine il risultato sarà duplicato.
Confeziono personalmente i pacchetti regalo (a volte mi auto-incarto persino il mio... sì, lo so, è la cosa più triste che abbiate mai letto), perchè io adoro fare i pacchetti regalo.

E alla fine sono così soddisfatta del mio operato che quasi non mi interessa scartare i miei.


Ma quest'anno....

Qualcosa è cambiato.
Non ho più molto tempo per pensare e quando ne ho...il mio cervello si rifiuta di elaborare alcunchè di sensato.
Sto in crisi nera.

Quindi chiedo l'aiuto da casa.
Suggerite, gente! Suggerite!
Mi servono idee innovative... non ditemi cd/dvd/sciarpe/pigiami di flanella/candele e bagnoschiuma dai profumi nauseabondi... che a quelli ci son già arrivata da sola.

Mi serve qualcosa di illuminante.

Confido in voi.
Non costringetemi a mandarvi un quintale di carbone a testa!

mercoledì 14 novembre 2007

Congelamento


Volevo aggiornare un pò questo stanco blog, ma al momento le mie dita sono di colore bluastro e hanno una mobilità pari a zero.
Ad ogni tasto schiacciato rischio l'amputazione dell'anulare, che è quello più sfortunato di tutte le mie dita.
Perciò ho deciso che rimando questa operazione a quando il sangue avrà ripreso a circolarmi.

E questo perchè da gran furba quale sono, stamattina ho scordato di prendere i guanti.